Telegram in Russia e il destino delle app di messaggistica criptate

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La Russia sta bloccando Telegram e lo sta facendo apertamente. L’applicazione diventata famosa per la garanzia di privacy dell’utenza (tanto da attirare l’attenzione anche di terroristi, pedofili e altre figure che cercano di creare canali capaci di evadere il controllo della giustizia). Dopo numerose minacce, il governo di Putin ha deciso di bloccare effettivamente la app creando un precedente che potrebbe trasformare i messaggi criptati in una felice parantesi del passato anche per il resto del mondo.

Telegram e il blocco russo

Dopo le numerose richieste delle chiavi di lettura a Pavel Durov, Ceo della compagnia, l’organi di comunicazione della Federazione Russa ne ha decisa la sospensione. La richiesta delle chiavi di lettura era stata fatta dai servizi segreti russi che chiedevano l’accesso per motivi di sicurezza nazionale. Va da sé che, in un paese con una dittatura, cedere le chiavi in grado di decifrare i messaggi criptati avrebbe messo in pericolo milioni di utenti che magari si lasciano andare a critiche contro il governo e altre riflessioni all’interno della chat. Il problema diventa però più complesso nel momento in cui è ormai noto come gruppi come ISIS e altre organizzazioni terroristiche sfruttino le conversazioni criptate per fare proseliti e organizzare attentati.

La reazione della popolazione

Inaspettata è stata la reazione della popolazione russa, è stata infatti indetta una manifestazione a Mosca nella quale hanno manifestato in modo pacifico migliaia di cittadini. Si parla di circa 12mila persone, un numero esiguo ma da non sottovalutare all’interno di un paese dove eventi di questo genere sono estremamente rari e possono portare a conseguenze anche gravi.

Il caso russo apre però un acceso dibattito, simile a quello che avevamo già visto quando la CIA ebbe un lungo braccio di ferro con Apple per lo sblocco (poi rifiutato) di un dispositivo ai fini di sicurezza nazionale. La nostra privacy deve stare in equilibrio con la sicurezza, purtroppo però con la scusa della sicurezza ci ritroviamo spesso a subire abusi e controlli eccessivi da parte di aziende e organi di stato. sicuramente il caso russo farà parlare di sé. Con Telegram già disattivato in stati come Iran e Turchia il futuro delle chat criptate potrebbe non essere roseo

 

 

 

 

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