Samsung Galaxy Note 7 e le batterie esplosive

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I Samsung Galaxy 7 Note e le batterie esplosive: uno scandalo molto recente, ma cosa c’è alla base di tutto e come sono andate le cose in realtà?

La Samsung ha ritirato i Galaxy 7 Note poco dopo il lancio ufficiale, il quale sembrava dare l’idea di un dispositivo spettacolare. Perché? Per le batterie esplosive. Si è cercato a lungo di indagare, per mesi, su cosa fosse stato fatto male nella progettazione e costruzione del dispositivo.
La batteria dei phablet erano sotto accusa da tempo, perché fonte di vari incendi. Nell’arco di quattro mesi, 700 esperti hanno analizzato circa 200mila smartphone e 30mila batterie, e la conclusione è stata che vi erano due difetti differenti alla base dei due tipi di accumulatore presenti su Note 7.

Per quanto riguarda le unità prodotte da Samsung SDI, l’angolo in alto a destra metteva a rischio di corto circuito il sistema: l’elettrodo negativo qui posizionato troppo vicino alla scocca rischiava di ripiegarsi contro la parete interna del cellulare, andando poi a fare contatto con il catodo.
Nelle batterie di Amperex Technology Limited, cioè quelle all’interno dei phablet sostitutivi, le saldature non corrette degli elettrodi positivi erano in grado di perforare lo strato di isolante che li separava dall’anodo, causando sempre l’esplosione.

Si potrebbe dire che quelli della Samsung fossero stati colti dal morbo di Icaro: puntavano talmente in alto che alla fine si sono, quasi letteralmente, bruciati. Probabilmente la batteria utilizzata dagli ingegneri era troppo grande per dare sicurezza al dispositivo, ma era stata scelta sicuramente per una maggiore autonomia.
Un altro errore, sempre nell’ambito batteria, è stato che in alcuni dispositivi è mancato addirittura l’inserimento del separatore, la piccola membrana permeabile che appunto permette di evitare il contatto tra i due elettrodi. Tutti questi errori sono dovuti alla fretta e alla volontà di strafare.
Chissà come sarà il nuovo Galaxy Note 8, lo smartphone che dovrà far dimenticare i gravi errori risalenti ai suoi predecessori.

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