Le 20 password più assurde di sempre da non usare mai per proteggere la nostra privacy

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Anche quest’anno volge al termine e come tutti gli anni è tempo di classifiche e di tirare le somme. Anche quest’anno il sito SplashData ha stilato una classifica delle venti password più assurde e semplici usate dagli utenti di tutto il mondo.

Password facili da ricordare si, ma da evitare come la peste se non vogliamo che i nostri dati sensibili siano alla mercè di chiunque possa accedere al nostro computer o al nostro smartphone.

Ecco quindi la top 20 delle peggiori password di sempre:

  1. 123456
  2. password
  3. 12345678
  4. qwerty
  5. 12345
  6. 123456789
  7. letmein
  8. 1234567
  9. football
  10. iloveyou
  11. admin
  12. welcome
  13. monkey
  14. login
  15. abc123
  16. starwars
  17. 123123
  18. dragon
  19. passw0rd
  20. master

Naturalmente queste password sono talmente banali e conosciute che chiunque potrebbe entrare facilmente sul nostro Facebook o sulla nostra mail o peggio ancora sul nostro conto corrente e fare danni seri o semplicemente impicciarsi.

Come si può pensare di proteggere, ad esempio, la propria mail con una password come 123456?

Infatti come ben sappiamo in molti siti, quando è il momento di scegliere una password, viene chiesto di creare un password sicura e soprattutto difficile da poter indovinare.

Ma quali sono i requisiti di una chiave di sicurezza veramente efficace?

Per una password davvero sicura è necessario che la parola contenga più di 6/8 caratteri, almeno una lettera maiuscola (meglio se alternate una maiuscola e una minuscola) e almeno un segno di punteggiatura tra i quali un punto o un trattino.

Alcuni siti vietano di usare la password uguale al nome utente oppure uguale alla propria data di nascita così da permettere una maggiore sicurezza all’utente.

Insomma una password forte è necessaria per proteggere la propria privacy e tutti i nostri dati sensibili.

Quindi evitiamo assolutamente le password banali, troppo semplici e alla portata di tutti se non vogliamo che chiunque abbia sotto mano il nostro smartphone o il nostro computer possa accedere a tutti i fatti nostri.

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